Gentile Ministro Prestigiacomo,
sono Ludovica Raimondi e vivo a Giulianova, un paese di mare della costa abruzzese, e scrivo per esprimere la mia contrarietà alle attività di ricerca e sfruttamento di idrocarburi lungo le coste del basso Adriatico da parte della ditta britannica Northern Petroleum, secondo le concessioni d71 FR-NP e d149 DR-NP, come reso noto dal sito del Ministero dell’Ambiente. I progetti in esame riguardano le ispezioni sismiche con l’invasiva tecnica air gun a soli 25 chilometri da riva e la possibile installazione di pozzi per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi. Anche qui questa scellerata operazione potrebbe mettere a repentaglio la vita del popolo marino, provocando la perdita dell’orientamento dei cetacei e il loro conseguente spiaggiamento (a causa dei suoni emessi dall’air gun), e potrebbe essere impattante per l’ambiente tutto. La Northern Petroleum, infatti, afferma di voler inizialmente eseguire ispezioni sismiche per 50 giorni lungo un tracciato di ben 4300 chilometri, attività propedeutica alla trivellazione di pozzi esplorativi. In caso di successo è presumibile che seguiranno installazioni di piattaforme petrolifere che potrebbero restare attive per decenni nei mari pugliesi. Occorre dunque porsi in un’ottica globale e valutare la totalità del progetto in esame e le sue conseguenze a lungo termine. Da questo punto di vista, il documento di VIA sottomesso dalla Northern Petroleum è da considerarsi incompleto e fuorviante.
L’area scelta dalla Northern Petroleum, inoltre, è nelle strette vicinanze di ben nove siti di interesse comunitario facenti parte della rete Natura 2000, considerata il principale strumento per la protezione della biodiversità in Europa, e di varie zone di ripopolamento ittico, strumentali per la crescita dell’industria della pesca in Puglia. Per alcuni siti di interesse comunitario la Northern Petroleum afferma che date le loro distanze dalle concessioni d71 FR-NP e d149 DR-NP – che variano fra i 10 e i 30 chilometri – e dato il carattere temporaneo delle operazioni air gun, gli impatti ambientali saranno nulli.
Queste affermazioni sono da considerarsi inaccettabili, considerato che – come già detto – lo scopo finale della Northern Petroleum è estrarre petrolio per i prossimi decenni e non solo eseguire ispezioni sismiche per 50 giorni, e soprattutto considerato che la protezione di aree naturalistiche di pregio o di ripopolamento ittico dovrebbero essere di primaria importanza, per la loro valenza ambientale ed economica.
Lasciando agli esperti la minuziosa esposizione dei rischi e delle contraddizioni insite in progetti così disastrosi e travolgenti, mi limito ad esprimere la mia contrarietà di cittadina, avvalendomi dell’articolo 6, comma 9 della legge 8 luglio 1986 n.349, che consente a ogni cittadino italiano di presentare in forma scritta le proprie osservazioni sui progetti sottoposti a Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA), nonché del trattato di Aarhus, recepito anche dall’Italia, che sancisce il sacro santo diritto delle popolazioni di esprimere la propria opinione riguardo alle proposte ad alto impatto ambientale.
Grazie della cortese attenzione.
Cordiali saluti.
Ludovica Raimondi
Giulianova, 3 Ottobre 2011.
