LETTERA APERTA di CARLO FERRAVANTE
10 anni fa mi sono dimesso da dirigente d’azienda a Milano ed ho acquistato un’azienda agricola biologica di 40 ettari a vigna e olivo nel comune di Bucchianico. In Abruzzo, e non in Toscana, perché, conoscendone il territorio ed i suoi prodotti, ho creduto nelle enormi potenzialità di sviluppo della regione e quindi anche di valorizzazione del mio investimento, oltre che di miglioramento della mia qualità di vita.
All’azienda ho dato un nome legato al territorio. Vista la vicinanza delle “Ripe dello Spagnolo” (Sito d’Interesse Comunitario), l’ho chiamata “Le Ripe”.
Nell’azienda ho investito oltre due milioni di Euro, rinnovando completamente i vigneti con vitigni autoctoni e impianti a filare, curando l’oliveto specializzato a “monocono” e promuovendo il mio olio di qualità dalla California al Giappone ed ora attrezzandomi per l’accoglienza turistica avendo già ottenuto l’abilitazione all’esercizio dell’attività agrituristica.
In questi 10 anni ho assistito e subito il crollo, ad oltre la metà, del prezzo delle uve e questo anche per l’insipiente gestione del comparto vitivinicolo anche da parte delle Cantine Sociali, che controllano circa il 90% del settore. A tal proposito avrei qualche idea che, se vorrà, avrei il piacere di esporLe. Anche il prezzo dell’olio ha subito un drastico calo, qui mi sono salvato perché, curando al massimo la qualità e confezionando il prodotto con il mio marchio, sono riuscito ad imporre e mantenere un prezzo adeguato alla qualità ed allineato ai migliori oli toscani.
Fin qui ho resistito, nonostante che, nel contesto su brevemente descritto, l’azienda continui a produrre perdite. Ed ho resistito solo nella prospettiva almeno di una sua valorizzazione patrimoniale.
Ed ora arriva la mazzata del raddoppio dell’elettrodotto.
E raddoppio è ancora dire poco, perché è previsto non solo che ce ne sarà un altro a fianco dell’esistente, ma anche che questo sarà di dimensioni doppie ( a sei conduttori anziché tre come l’attuale ).
Tralascio di elencarLe i danni che subirà tutto il territorio ed i residenti che lì hanno le loro abitazioni, attività economiche, colture e mi limito a segnalarLe che nella mia azienda e nelle sue immediate prossimità e tutte a vista dal casale che intendo adibire ad accoglienza turistica, verranno istallati tre nuovi piloni con altezze fino a 58,56 metri, che si aggiungono ai due già esistenti. E’ previsto, infatti, che oltre alla realizzazione del nuovo elettrodotto, venga modificato il tracciato di quello esistente con l’inserimento di due nuovi piloni ” a bandiera” ( i conduttori tutti da una parte ) e la sostituzione di uno esistente con un altro più alto e ” a bandiera”. E questo evidentemente perché il passaggio del nuovo elettrodotto così vicino all’esistente provoca una tale concentrazione ed intensità di radiazioni in prossimità delle abitazioni da obbligare una modifica al tracciato di quest’ultimo.
Può facilmente immaginare come tutto il potenziale agrituristico del territorio e della mia azienda venga definitivamente distrutto, così come l’Immagine di tutta la produzione che si fregia della certificazione biologica.
So che i Sindaci e la Provincia di Chieti in un prossimo incontro chiederanno alla Regione di sospendere l’iter autorizzativo e la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. E’ il minimo che si possa fare al momento per poter riflettere e valutare con le controparti Terna e Abruzzo Energia le modalità di attuazione dell’elettrodotto e la sua effettiva necessità.
Alcuni interrogativi:
- La subentrata crisi con conseguente ridimensionamento del fabbisogno energetico rende ancora indispensabile l’investimento?
- Il nuovo elettrodotto come si concilia con l’enunciata volontà regionale di promuovere la produzione decentrata di energia da fonti rinnovabili?
- Se è effettivamente necessario il raddoppio della dorsale adriatica, di cui l’elettrodotto Villanova-Gissi è solo il primo lotto, perché non realizzarlo con un elettrodotto sottomarino parallelo alla costa e solo alcuni terminali in terra ferma, visto anche che è già prevista la realizzazione di un elettrodotto sottomarino di 390 Km. dal Montenegro a Pescara?
- Perchè non coinvolgere in questa problematica anche le altre Regioni Puglia, Molise, Marche, che presto saranno interessate dal raddoppio della dorsale adriatica e così avere un maggiore potere contrattuale nei confronti di Terna?
- Perchè, se l’elettrodotto dovrà essere aereo, è stato scartato in maniera sbrigativa l’altro possibile tracciato più a ovest (vedi Studio di impatto ambientale Sintesi non tecnica pag.16) ? Forse solo perché è più lungo?
- Perchè non prendere in considerazione la possibilità di interramento almeno per le aree più sensibili dal punto di vista insediativo, paesaggistico e produttivo?
Sono tante le questioni che meritano ancora di essere approfondite e sulle quali le popolazioni da Lei amministrate meritano quanto meno di essere informate e coinvolte.
Mi rivolgo a Lei che ha ancora il potere di sospendere l’iter autorizzativo in quanto sono stato informato (e solo in quanto proprietario di particelle interessate dall’attraversamento del nuovo elettrodotto) solo dopo che i termini di legge per presentare le mie osservazioni erano ormai scaduti da 30 giorni!
Confidando nella Sua attenzione La saluto cordialmente.
Carlo Ferravante
Amministratore dell’AGRIFIN srl
proprietaria dell’azienda agricola biologica “Le Ripe”
C. da Colle dei Gesuiti, 44
66011 Bucchianico (CH)

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