OGGETTO: Progetti sull’Abruzzo.
Gentile Ministro Prestigiacomo,
non sono avvezza a scrivere alle autorità, men che meno quelle dello Stato e ben immagino come la mole di lavoro La limiti nell’ascoltare tutti i postulanti.
Con ogni probabilità Lei saprà bene la vicenda che sta investendo l’Abruzzo (di nuovo triste protagonista), regione indicata (insieme alla Basilicata) come fornitrice ufficiale di petrolio.
Non so cosa ne pensi Lei, ma molti di noi abruzzesi non ci dormono più, sentendosi ingoiati da interessi così grandi da non poter essere arginati (lottiamo da più anni), e non solo per l’affezione (naturale ed ancestrale) che lega una persona alla propria terra o per mero piacere ecologista, ma per un concreto, reale e imminente pericolo per la salute pubblica (le raffinerie, a mare o a terra previste ad Ortona, Bomba o al largo di San Vito, sono quanto di meno auspicabile a livello di inquinamento dell’aria – e ce lo confermano i più insigni scienziati oltre che l’esperienza passata).
Ma oltre a questo c’è molto di più.
Questa terra, costituita in gran parte e non solo in passato) da umili agricoltori, pastori e pescatori, ha faticato secoli per rendere apprezzati i propri prodotti quali l’ottimo vino Montepulciano, gli oli DOP e una cucina ricca di prodotti tipici, quali la pasta alla chitarra, il timballo, il pesce e gli arrosticini e conosciute le proprie località turistiche (seppure di un turismo di nicchia) con i suoi paesini caratteristici e suggestivi (Scanno, Santo Stefano di Sessanio, Pescasseroli o Rocca Calascio per citarne alcuni) e il suo mare fino a poco tempo fa incontaminato (la Costa dei Trabocchi è ancora un incanto ed è stata anche candidata patrimonio UNESCO), i suoi parchi nazionali, con una fauna da preservare e una flora rigogliosa, tutti luoghi ancora sconosciuti ai più.
Tutto questo verrebbe irrimediabilmente compromesso.
Oramai tutti sanno le conseguenze della petrolizzazione, non si è più sprovveduti: ovunque vi siano insediamenti minerari i danni alla salute non si sono fatti attendere, con incidenza dei tumori decuplicati (in America dal 1976 non esistono più impianti del genere),modificazioni genetiche e molto altro, il mare con evidenti segni di patine oleose o con catrame sulle rive prima balneabili, contaminazione di falde acquifere con conseguenze letali per i prodotti della terra; per non parlare di chi mai vorrebbe soggiornare in un posto del genere….sono convinta che posso fermarmi qui, che Lei ne sappia più di me al riguardo.
Mi rivolgo a Lei non solo per il Suo ruolo istituzionale ma perché è una donna che sa quando (e quanto) valga la pena lottare per certe battaglie.
Non ci lasci soli, ci attaccano perché siamo una regione povera, ignorante, vessata dal destino, poco popolosa e timorosa di confrontarsi col potere centrale.
Nel dicembre 2008, in occasione delle elezioni regionali, dopo la caduta di Del Turco, ci avevano promesso una amministrazione migliore, che ci avrebbero lasciato in pace, con la nostra modesta economia, ci promisero di proteggere l’Abruzzo, Regione Verde d’Europa, di non minacciare la nostra salute e quella dei nostri figli con centri di raffineria o impianti in mare, mostri giganteschi a pochi chilometri dalla costa.
Non vogliamo ripetere i soliti errori solo per interessi di pochi. Siamo fermamente convinti che, per quanto possa legiferare lo Stato, la Regione, persino l’Europa, la terra sia di chi la abita, di chi la vive e la ama.
La ringrazio per l’attenzione che avrà voluto prestarmi, attendo un suo segno di riscontro al nostro accorato appello.
Ilaria Giangrande
Comitato Natura Verde

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